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	<title>Press Archivi - Avvocato Alessandro Dall&#039;Igna</title>
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		<title>«Mi ha costretto a vendere foto nuda. L’ho lasciato e mi ha violentata»</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:21:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Finché erano fidanzati, per incassare qualche quattrino, l’avrebbe costretta ad aprire un profilo su una piattaforma web e a caricare sue foto di nudo. Poi, quando lei lo aveva lasciato, sarebbe andato a casa sua e l’avrebbe violentata. È la ricostruzione della procura, che con il pubblico ministero Menegoni ha chiesto il rinvio a giudizio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Finché erano fidanzati, per incassare qualche quattrino, l’avrebbe costretta ad aprire un profilo su una piattaforma web e a caricare sue foto di nudo. Poi, quando lei lo aveva lasciato, sarebbe andato a casa sua e l’avrebbe violentata. È la ricostruzione della procura, che con il pubblico ministero Menegoni ha chiesto il rinvio a giudizio di A.C., 28 anni, oggi residente in provincia di Bergamo (pubblichiamo le iniziali a tutela della parte offesa, altrimenti riconoscibile). Il giovane, difeso dall’avv. Alessandro Billo, dovrà presentarsi davanti al giudice per le udienze preliminari nelle prossime settimane per rispondere della pesante accusa di violenza sessuale aggravata.</p>
<p>Ex fidanzato a processo per violenza sessuale aggravata</p>
<p>La presunta vittima, una ragazza scledense di 25 anni, tutelata dall’<strong>avv. Alessandro Dall’Igna</strong>, potrà costituirsi parte civile per chiedere un risarcimento dei danni che ritiene di avere subito.</p>
<p>I fatti risalenti al gennaio di due anni fa a Schio</p>
<p>Il dramma sarebbe avvenuto a Schio il 7 gennaio di due anni fa. All’epoca, la convivenza e relazione d’amore erano già finiti da qualche mese. Lei era tornata ad abitare con i suoi genitori dopo che, in precedenza, aveva abitato con lui, prima nel Bergamasco, poi a Schio. Quel pomeriggio la ragazza era a casa da sola; aveva sentito il campanello ed aveva aperto per vedere chi fosse. Con stupore, si era trovata davanti il suo ex, con il quale aveva comunque continuato a sentirsi, anche se lui sarebbe stato in più occasioni minaccioso, soprattutto quando aveva scoperto che lei frequentava un altro ragazzo.<br />
«Dobbiamo parlare», le avrebbe detto. In realtà, una volta entrato, l’avrebbe trascinata in bagno ed avrebbe abusato di lei, incurante delle urla disperate e delle lacrime della giovane. Lui l’avrebbe poi anche minacciata: «Non dire niente a nessuno, altrimenti te la faccio pagare». Se non le avesse risposto a chiamate e messaggini, avrebbe raccontato all’attuale fidanzato che lei l’aveva tradito.</p>
<p>Le minacce e il silenzio iniziale della vittima</p>
<p>La vittima, terrorizzata, non si è recata subito al pronto soccorso, né si è confidata con alcuno. Lo ha fatto solamente qualche mese dopo, quando aveva saputo che lui aveva “manipolato” un’altra ragazza. A quel punto si era decisa e si era recata in caserma, denunciando l’accaduto e il suo ex fidanzato, e si è rivolta ad uno sportello antiviolenza per avere un supporto. «Ho paura che mi possa fare del male, o che se la prenda con le persone a cui voglio del bene. In passato è stato violento anche con i suoi famigliari».</p>
<p>La denuncia dopo mesi, il supporto antiviolenza e le indagini dei carabinieri</p>
<p>I militari del capitano Francesco Grasso avevano avviato accertamenti raccogliendo alcune testimonianze. La procura, nel corso delle indagini, ha chiesto e ottenuto che la ragazza venisse ascoltata nel corso di un incidente probatorio, alla presenza del giudice; durante l’udienza la scledense avrebbe confermato le accuse, ricostruendo i drammatici momenti vissuti all’interno della sua abitazione. La giovane ha anche raccontato agli inquirenti di aver chiuso autonomamente il profilo “Onlyfans”, perché si vergognava. «Io non volevo far vedere il mio corpo a sconosciuti, ma poiché lui insisteva l’ho fatto: avevo paura che mi picchiasse se non lo ascoltavo». In quel periodo, durante la convivenza, lui l’avrebbe minacciata con frequenza, ricostruisce la parte offesa.</p>
<p>Ora la parola alla difesa in aula</p>
<p>In aula A.C. potrà difendersi, e dare la sua versione dei fatti contestati.</p>
<p><a href="https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/schio/mi-ha-costretto-a-vendere-foto-nuda-l-ho-lasciato-e-mi-ha-violentata-1.13015642">https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/schio/mi-ha-costretto-a-vendere-foto-nuda-l-ho-lasciato-e-mi-ha-violentata-1.13015642</a></p>
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		<title>Botte alla ex davanti ai 3 figli. Scatta il braccialetto elettronico</title>
		<link>https://avvocatodalligna.it/botte-alla-ex-davanti-ai-3-figli-scatta-il-braccialetto-elettronico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio375]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Press]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per 3 anni le avrebbe fatto vivere un incubo. Insulti, minacce, botte, controllo totale. I carabinieri erano intervenuti in casa in numerose occasioni ma lei, spaventata, aveva sempre minimizzato se non negato le violenze che subiva. Fino a quando, qualche mese fa, ha trovato dopo l’ennesima aggressione la forza di reagire, se non altro per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per 3 anni le avrebbe fatto vivere un incubo. Insulti, minacce, botte, controllo totale. I carabinieri erano intervenuti in casa in numerose occasioni ma lei, spaventata, aveva sempre minimizzato se non negato le violenze che subiva. Fino a quando, qualche mese fa, ha trovato dopo l’ennesima aggressione la forza di reagire, se non altro per proteggere i suoi tre figlioletti piccoli. Ha sporto denuncia e di recente, dopo due provvedimenti &#8211; uno del giudice penale, l’altro di protezione del tribunale civile &#8211; il fidanzato è stato allontanato di casa. I carabinieri gli hanno applicato il braccialetto elettronico, così come disposto dal giudice Poi.</p>
<p>Un quadro drammatico</p>
<p>Quello che è emerso dalle denunce di una scledense di 40 anni che lavora in ambito sanitario è un quadro a tinte fosche. Drammatico. Lei si era fidanzata nel 2022 con L.P., 48 anni (pubblichiamo le iniziali per non rendere riconoscibile la parte offesa) dopo la fine di un’altra relazione, dalla quale aveva avuto due bimbi, ancora piccoli. Dal nuovo amore era nato il terzo figlio; ma dopo la nascita il compagno, che vive di lavoretti saltuari e di espedienti (è volto noto alle forze dell’ordine), avrebbe iniziato ad essere aggressivo e violento.</p>
<p>Le violente liti in casa</p>
<p>Più volte i vicini, o altri parenti, avevano avvisato le forze dell’ordine per le violente liti in casa; ma lei, anche in ospedale, aveva assicurato di non essere stata colpita dal convivente ma di essersi ferita accidentalmente. Dalle varie segnalazioni erano stati avviati 5 procedimenti penali, tutti archiviati perché mancava la denuncia della vittima. «Avevo paura, mi minacciava», ha alfine confessato in caserma, dopo l’ultima violenta aggressione.</p>
<p>Lo scledense è accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate: avrebbe offeso ripetutamente la ex, l’avrebbe denigrata come donna e come madre, sputandole addosso; l’avrebbe minacciata («ti faccio stuprare dagli zingari», una delle frasi più leggere), l’avrebbe controllata costantemente nei suoi spostamenti, verificando i messaggi; più volte l’avrebbe aggredita e percossa (in un caso con il neonato il braccio, che era caduto a terra e aveva rischiato di farsi male).</p>
<p>La fine della relazione e la denuncia</p>
<p>E, dopo la fine della relazione, nel dicembre scorso, si sarebbe presentato più volte a casa, tormentandola. Tutte circostanze avvenute alla presenza dei 3 bambini, il più piccolo dei quali era stato affidato temporaneamente ai nonni, dal tribunale per i minorenni, proprio per il clima terribile che viveva in casa.</p>
<p>Lei, per liberarsi del violento, era stata costretta a farsi ospitare dalla madre. Successivamente, dopo aver sporto denuncia in caserma dei carabinieri, si è presentata anche al centro antiviolenza di Schio, avviando un percorso di consapevolezza oltre che di protezione.</p>
<p>Ora è tutelata da due legali (l’<strong>avv. Alessandro Dall’Igna</strong> per il penale e Ludovica Sartore per il civile); prima il tribunale civile ha firmato un provvedimento protettivo nei confronti di lei, ordinando al compagno di non avvicinarsi più, e poi quello civile ha disposto il braccialetto elettronico già applicato dai carabinieri. «Spero che l’incubo sia finito», sospira la scledense.<br />
L’indagato, tutelato dall’avv. Paolo Spagnolo, avrà modo di difendersi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/schio/schio-botte-ex-davanti-tre-figli-scatta-braccialetto-elettronico-1.12986199">https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/schio/schio-botte-ex-davanti-tre-figli-scatta-braccialetto-elettronico-1.12986199</a></p>
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		<title>Cani vietati nei parchi. L’Enpa fa causa</title>
		<link>https://avvocatodalligna.it/cani-vietati-nei-parchi-lenpa-causa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio375]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 10:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Press]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il divieto di accesso ai cani nei parchi pubblici e nelle aree verdi di Thiene «è illegittimo e va pertanto cancellato». A chiederlo, senza mezzi termini, è l&#8217;Enpa che attraverso il suo legale, l&#8217;avvocato Alessandro Dall&#8217;Igna di Thiene, ha inviato all&#8217;Amministrazione comunale guidata dal sindaco G.C. una lettera di diffida affinché venga subito apportata una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il divieto di accesso ai cani nei parchi pubblici e nelle aree verdi di Thiene «è illegittimo e va pertanto cancellato».</p>
<p>A chiederlo, senza mezzi termini, è l&#8217;Enpa che attraverso il suo legale, l&#8217;avvocato Alessandro Dall&#8217;Igna di Thiene, ha inviato all&#8217;Amministrazione comunale guidata dal sindaco G.C. una lettera di diffida affinché venga subito apportata una modifica al regolamento comunale per consentire il libero accesso dei cani nei giardini cittadini.</p>
<p>Una richiesta che, se non verrà accolta entro 30 giorni, potrebbe portare l&#8217;associazione animalista a presentare ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo regionale.</p>
<p>«Dopo che il Comune di Thiene ha negato all&#8217;Enpa l&#8217;autorizzazione per organizzare l&#8217;annuale festa con i quattro zampe al parco di Villa Fabris &#8211; spiega l&#8217;avvocato Dall&#8217;Igna &#8211; motivandola con il fatto che i cani avrebbero sporcato l’ampia area verde pubblica, l&#8217;associazione ha voluto prendere posizione e fare chiarezza sul regolamento comunale che norma l&#8217;ingresso dei cani proprio nelle aree verdi».</p>
<p>L’avvocato Dall’Igna fa presente che, «contrariamente ad altri Comuni della zona, in tutta Thiene vige il divieto di fare entrare i cani nei parchi pubblici. Ma è un divieto che contrasta apertamente con la legge regionale del Veneto n.17 del 2014 che norma l&#8217;accesso a giardini, parchi, aree pubbliche e aree riservate agli animali da compagnia». Dunque, stando al legale al quale si è rivolta l’Enpa, bisognerebbe procedere alla modifica delle regole imposte dal Comune.</p>
<p>La legge regionale parla chiaro, ribadisce dall’Igna: «Agli animali da compagnia, accompagnati dal proprietario o da altro detentore, è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico, compresi i giardini, i parchi e le spiagge; in tali luoghi è obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola o di altri strumenti contenitivi, secondo le modalità già previste dalla normativa vigente».</p>
<p>E aggiunge, in riferimento a quanto previsto dalla legge regionale: «Agli animali da compagnia è vietato l’accesso in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi per bambini, quando a tal fine sono chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto».</p>
<p>Non solo il Tar del Veneto, ma anche gli altri Tribunali amministrativi italiani, sostiene il legale dell’Enpa, «hanno dichiarato i provvedimenti di questo tipo del tutto illegittimi evidenziando oltretutto il fatto che non si può negare l&#8217;accesso ai cani perché sporcano, in quanto la raccolta delle deiezioni è già un obbligo del proprietario che il Comune può solo far rispettare attraverso controlli e sanzioni».</p>
<p>Stando a questa premessa, «chiediamo pertanto al Comune di rivedere subito il regolamento comunale e di rimuovere qualsiasi divieto presente nelle aree in cui attualmente sono stati previsti».</p>
<p>La scelta di impuntarsi, di fronte alla decisione presa dall’Amministrazione dipende anche dal fatto che «è un problema che riguarda moltissimi thienesi se si considera che in città sono presenti ben 2.500 cani censiti con microchip a fronte di 9.900 famiglie; dobbiamo dare loro la possibilità di accedere alle aree verdi cittadine».</p>
<p><a href="https://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/thiene/cani-vietati-nei-parchi-l-enpa-fa-causa-1.4926719">https://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/thiene/cani-vietati-nei-parchi-l-enpa-fa-causa-1.4926719</a></p>
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		<item>
		<title>Thiene. No ingresso ai cani a Villa Fabris. L’ Enpa fa causa al Comune</title>
		<link>https://avvocatodalligna.it/thiene-no-ingresso-ai-cani-villa-fabris-l-enpa-causa-al-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio375]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 08:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Press]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Enpa non vuole ingoiare il boccone ed è convinta di aver subito un’ingiustizia, quando l’amministrazione comunale di Thiene gli ha risposto no alla festa dei cani a Villa Fabris. Dopo aver messo in moto un meccanismo mediatico, che ha fatto arrivare la notizia fin oltre i confini del Veneto, ora passa alle vie legali. Gli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Enpa non vuole ingoiare il boccone ed è convinta di aver subito un’ingiustizia, quando l’amministrazione comunale di Thiene gli ha risposto no alla festa dei cani a Villa Fabris. Dopo aver messo in moto un meccanismo mediatico, che ha fatto arrivare la notizia fin oltre i confini del Veneto, ora passa alle vie legali. Gli animalisti di F.B. si sono rivolti all’avvocato thienese <strong>Alessandro Dall’Igna</strong> che li rappresenterà.<br />
Dal proprio canto, il Comune di Thiene sostiene di non aver infranto la legge e cita proprio quella norma regionale del Veneto 17/2014, art. 18 bis, che al secondo comma recita. ‘Agli animali da compagnia è vietato l’accesso in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi per bambini, quando a tal fine sono chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto’.<br />
Il sindaco G. C. aveva replicato alle forti accuse dell’Enpa, dichiarando che la decisione derivava non da un’intolleranza verso gli animali, tutt’altro. Ma che si trattava di una forma di rispetto per bambini che scorazzando nell’area verde, si sarebbero potuti imbattere negli escrementi dei cani.</p>
<p><a href="https://www.altovicentinonline.it/politica/politica-thiene/thiene-no-ingresso-ai-cani-a-villa-fabris-lenpa-fa-causa-al-comune/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.altovicentinonline.it/politica/politica-thiene/thiene-no-ingresso-ai-cani-a-villa-fabris-lenpa-fa-causa-al-comune/</a></p>
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		<title>Gara degli aghi. Ispezione e nuovo esposto</title>
		<link>https://avvocatodalligna.it/gara-degli-aghi-ispezione-esposto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio375]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2016 16:50:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Press]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ispettori regionali al San Bortolo, un nuovo esposto in procura. La vicenda della gara degli aghi segna nuovi sviluppi. Quello di ieri all’ospedale è stato, come si dice, davvero un blitz. Un’ora circa per parlare con il direttore generale G. P. e la responsabile dell’ufficio legale L. T., per farsi consegnare verbali e documenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli ispettori regionali al San Bortolo, un nuovo esposto in procura. La vicenda della gara degli aghi segna nuovi sviluppi. Quello di ieri all’ospedale è stato, come si dice, davvero un blitz. Un’ora circa per parlare con il direttore generale G. P. e la responsabile dell’ufficio legale L. T., per farsi consegnare verbali e documenti sulla presunta gara degli aghi in pronto soccorso e sui procedimenti disciplinari aperti e chiusi dall&#8217;azienda, per chiedere altra documentazione che gli uffici spediranno a Venezia, e poi se ne è ripartito verso la laguna. Il capo del servizio di vigilanza della Regione S. D. è arrivato al San Bortolo assieme a un collaboratore. Erano le 9 quando si è affacciato sulla stanza del dg, al terzo piano della palazzina uffici, per un breve colloquio a porte chiuse e uno scambio di informazioni, su cui, ovviamente, gli interessati mantengono il più stretto riserbo. Poi D. &#8211; che dal 5 luglio dello scorso anno, dopo che la competenza della vigilanza è passata dall’esecutivo al consiglio regionale, ha assunto il comando delle operazioni ispettive su Ulss, Iov, Arpav &#8211; è sceso di un piano, e si è chiuso nell’ufficio dell’avvocatura. La T. gli ha fornito tutto il materiale agli atti su una vicenda ancora per qualche aspetto avvolta dal mistero, ha risposto alle domande del numero 1 degli 007 regionali, che, come si sa, opera in collegamento con la quinta commissione consiliare alla sanità, e ora provvederà a inviare a palazzo Ferro Fini altre carte ritenute interessanti per un giudizio globale sulla sconcertante storia degli aghi. Al termine i due ispettori hanno lasciato il San Bortolo. Nessun contatto con il pronto soccorso. Nessun incontro né con il primario V. R. e né con i due medici e sei infermieri coinvolti in una sfida che, al di là se sia stata o meno disputata, propone &#8211; per lo scenario in cui è stata ideata &#8211; una questione etica che a molti operatori sanitari continua stranamente a sfuggire. Insomma non c&#8217;è stato alcun interrogatorio. Niente confronti e verifiche sul luogo dove si sarebbe consumata la gara a colpi di aghi di grosso calibro da infilare sulle vene dei pazienti in un match, scandito via chat, che avrebbe visto di fronte due contendenti, un medico e un infermiere, con gli altri “Amici di Maria” a fare il tifo, e il punteggio finale registrato su un tabellone.<br />
Il governatore L. Z. continua a ribadire che, nel caso di responsabilità accertate, userà il pugno di ferro. Dovrà essere ora D. a valutare i fatti e a stendere il rapporto che dovrà mettere la parola fine su quella che, sul fronte deontologico, al netto pure di eventuali nuovi provvedimenti, resterà comunque una brutta pagina della sanità vicentina.<br />
Intanto l’<strong>avvocato Alessandro Dall’Igna</strong>, legale del Trubunale del Malato, ieri mattina ha presentato un esposto in procura. «Come onlus &#8211; spiega Dall’Igna &#8211; abbiamo chiesto se sussistono dei reati nei comportamenti tenuti dagli infermieri in questa presunta gara. In caso di procedimento penale ci riserviamo di costituirci parte civile».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/vicenza/gara-degli-aghi-ispezione-e-nuovo-esposto-1.4836299">www.ilgiornaledivicenza.it/territori/vicenza/gara-degli-aghi-ispezione-e-nuovo-esposto-1.4836299</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ha investito e ucciso un cicloamatore. Patteggia due anni</title>
		<link>https://avvocatodalligna.it/investito-ucciso-un-cicloamatore-patteggia-due-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio375]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 16:41:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Press]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rientrando dalla monovra di sorpasso, con lo specchietto del suo suv, aveva fatto cadere un ciclista e ne aveva investito un altro. Quest’ultimo, L.P., 62 anni, ex vigile del fuoco e assessore di Caldogno, nonostante i soccorsi praticamente immediati, è spirato sulla barella su cui era stato appena adagiato dal personale del Suem. A guidare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Rientrando dalla monovra di sorpasso, con lo specchietto del suo suv, aveva fatto cadere un ciclista e ne aveva investito un altro. Quest’ultimo, L.P., 62 anni, ex vigile del fuoco e assessore di Caldogno, nonostante i soccorsi praticamente immediati, è spirato sulla barella su cui era stato appena adagiato dal personale del Suem.<br />
A guidare l’auto, una Nissan Qashqai, F.C., 72 anni, che il pubblico ministero aveva indagato con l’accusa di omicidio colposo. Difeso dall’<strong>avvocato Alessandro Dall’Igna</strong>, il pensionato, ieri, davanti al giudice per l’udienza preliminare, ha patteggiato due anni di reclusione (pena sospesa). Gli eredi di L.P. sono stati risarciti con una somma complessiva di circa 650 mila euro.<br />
Al momento dell’incidente, avvenuto la mattina del primo settembre dell’anno scorso, a Grumolo Pedemonte di Zugliano, l’automobilista stava trasportando in ospedale la moglie che non si sentiva bene. Stava viaggiando verso Thiene e dopo avere passato via Maso ha iniziato la manovra di sorpasso di un’auto e di un camion che lo precedevano. Solo dopo aver superato il primo veicolo e aver affiancato l’autoarticolato, F.C. si è accorto del gruppo di ciclisti, diretto verso Zugliano, a cui stava andando incontro. Ma ormai era troppo tardi. Con lo specchietto retrovisore sinistro ha quindi colpito A.C., 60 anni, residente a Caldogno, poi trasportato all’ospedale di Santorso con lesioni di media gravità.<br />
Dietro di lui si trovava L.P., che dopo aver perso l’equilibrio è finito sotto alle ruote del suv.<br />
Il conducente della vettura, che non aveva mai avuto nessun incidente stradale prima dell’investimento dei ciclisti, era anche stato sottoposto all’alcoltest risultato negativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/thiene/zugliano/ha-investito-e-uccisoun-cicloamatorepatteggia-due-anni-1.4756585">www.ilgiornaledivicenza.it/territori/thiene/zugliano/ha-investito-e-uccisoun-cicloamatorepatteggia-due-anni-1.4756585</a></p>
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		<title>Vìola il segreto. Poliziotto condannato</title>
		<link>https://avvocatodalligna.it/viola-segreto-poliziotto-condannato/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 15:39:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Poliziotto e guardia giurata condannate per le informazioni riservate. Un altro agente invece prosciolto perchè estraneo alla vicenda. È questo l’esito del delicato processo che si è chiuso ieri in tribunale. Il giudice Garbo, accogliendo le richieste della procura, ha infatti inflitto un anno e due mesi di reclusione a carico di G.P., 51 anni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Poliziotto e guardia giurata condannate per le informazioni riservate. Un altro agente invece prosciolto perchè estraneo alla vicenda. È questo l’esito del delicato processo che si è chiuso ieri in tribunale. Il giudice Garbo, accogliendo le richieste della procura, ha infatti inflitto un anno e due mesi di reclusione a carico di G.P., 51 anni, di Schio, poliziotto in servizio al distaccamento della polstrada scledense, e di M.C., 45 anni, di Torrebelvicino, guardia giurata. Assolto, perchè il fatto non costituisce reato, il poliziotto della stradale di Vicenza P.N., 50 anni, di Sandrigo. Le difese dei due condannati, con gli <strong>avv. Alessandro Dall’Igna</strong> e Silvia De Biasi, proporranno con ogni probabilità ricorso in Appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza. In ogni caso, il giudice ha ordinato che alla parte civile A.C. non spetti alcun risarcimento: vittima del reato, è il possibile ragionamento del giudice, è la pubblica amministrazione.<br />
I due agenti erano accusati di aver fornito alla guardia giurata informazioni riservate relative ad una sua conoscente, violando la norma che vieta di interrogare la banca dati del Ministero per motivi diversi da quelli strettamente legati al servizio.<br />
I fatti contestati risalivano al gennaio 2011 e vennero alla luce in maniera singolare. A.C., una donna delle pulizie che abita nella zona di Valli del Pasubio, si era infatti presentata in caserma. Aveva riferito che un suo conoscente, M.C., con il quale da qualche tempo era in corso una discussione, si era presentato da lei con in mano un foglio nel quale erano stampati alcuni precedenti penali della donna. Si trattava di un’informativa telematica, un’interrogazione che le forze dell’ordine possono fare alla banca dati del ministero dell’Interno per verificare i precedenti penali di ciascuno. M.C. gliel’aveva consegnata e lei, supponendo che alla base vi fosse un abuso, si era recata in caserma con quel foglio, dal quale era stata strappata la parte in cui viene stampato il codice identificativo di chi ha fatto l’interrogazione al computer. Dalle verifiche era emerso che quell’interrogazione era stata compiuta da P.N., dalla centrale di Vicenza; ma il poliziotto, stimato da colleghi e superiori, quel giorno in effetti in centrale operativa, aveva spiegato che quell’interrogazione gli era stata chiesta da un collega. Prassi vuole che l’agente in pattuglia, o in servizio nei distaccamenti, passi dalla centrale di Vicenza per le interrogazioni. E chi c’era quel giorno in centrale a Schio? In servizio c’era G.P., pure lui agente stimato, che secondo le indagini era un conoscente di M.C.. Quest’ultimo, poi, è stato indicato da A.C. come l’autore della richiesta illecita. Per la procura, che aveva coordinato le indagini compiute dai colleghi della stradale, coordinati dal vicequestore Macagnino, perciò, M.C. aveva chiesto un favore vietato a G.P., che se l’era fatto fare da P.N., autore inconsapevole (è stato assolto) dell’interrogazione. I tre imputati si erano sempre difesi; G.P. e M.C. potranno farlo in secondo grado.</p>
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		<title>Padre adottivo, 5 anni di abusi. Condannato</title>
		<link>https://avvocatodalligna.it/padre-adottivo-5-anni-di-abusi-condannato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio375]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 08:09:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Condannato per aver abusato della figliastra, per anni, addirittura cinque: l’aveva costretta a subire baci, toccamenti e attenzioni morbose quando era più piccola, poi, nel tempo, man mano che cresceva, sempre di più, fino a rapporti sessuali completi. Imponendole al contempo di stare zitta, di non rivelare a nessuno quegli sconvolgenti segreti. L’orco in questione, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Condannato per aver abusato della figliastra, per anni, addirittura cinque: l’aveva costretta a subire baci, toccamenti e attenzioni morbose quando era più piccola, poi, nel tempo, man mano che cresceva, sempre di più, fino a rapporti sessuali completi. Imponendole al contempo di stare zitta, di non rivelare a nessuno quegli sconvolgenti segreti. L’orco in questione, un operaio di Thiene accusato di violenza sessuale aggravata su minore, se l’è “cavata” con due anni di reclusione davanti al giudice Stefano Furlani, con la sospensione della pena, anche per il fatto che aveva risarcito la vittima, la figlia della donna che aveva sposato in seconde nozze. La ragazzina che aveva obbligato a subire abusi dal 2008, dagli undici ai sedici anni. Quando ha finalmente trovato il coraggio di parlarne con un’amica: le ha confessato, togliendosi il peso che la opprimeva da tempo, dei continui soprusi, di quelle effusioni sempre più spinte tra le mura di casa. Quindi si era rivolta ai servizi sociali. “Ero diventata la sua amante” aveva riferito in lacrime. La denuncia aveva dato il via a un’inchiesta, coordinata dal pm Cristina Gava, e quella terribile verità aveva portato la mamma a separarsi dall’uomo di cui si era sempre fidata ciecamente, tanto che gli aveva affidato la figlia ogni qual volta andava a lavorare. Un’occasione, per l’uomo, di fare della piccola quello che voleva. Così come raccontato dalla stessa, tutelata dall’avvocato N. C.. Le dichiarazioni dell’adolescente erano state cristallizzate nel corso dell’audizioni protetta, svolta nella forma dell’incidente probatorio. Accuse che l’operaio, difeso dall’<strong>avvocato Alessandro Dall’Igna</strong>, aveva sempre respinto. Eppure ha risarcito la ragazza.</p>
<p><a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=34&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwiT39XEo6zNAhWL1xoKHXyRBAM4HhAWCCgwAw&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.pressreader.com%2Fitaly%2Fcorriere-del-veneto-vicenza-e-bassano%2F20151106%2F281741268298206%2FTextView&amp;usg=AFQjCNEFr0ST7P2YHU5V4uJUz3eA0x3hhw&amp;sig2=qgEmN-IckzG11N-u9QEI0Q">https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=34&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwiT39XEo6zNAhWL1xoKHXyRBAM4HhAWCCgwAw&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.pressreader.com%2Fitaly%2Fcorriere-del-veneto-vicenza-e-bassano%2F20151106%2F281741268298206%2FTextView&amp;usg=AFQjCNEFr0ST7P2YHU5V4uJUz3eA0x3hhw&amp;sig2=qgEmN-IckzG11N-u9QEI0Q</a></p>
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		<title>Legale vicentino  citato 42 volte  dall’ex moglie</title>
		<link>https://avvocatodalligna.it/legale-vicentino-citato-42-volte-dallex-moglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio375]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 15:04:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È una storia per certi versi emblematica di come vanno a finire alcune separazioni fra coniugi. Dopo che si erano detti addio, lei ha avviato una serie infinita di procedimenti giudiziari, sia penali che civili: 42, per l’esattezza, nel giro di pochi anni, dal giugno 2011 in avanti. E i giudici, ricorda lui, gli hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È una storia per certi versi emblematica di come vanno a finire alcune separazioni fra coniugi. Dopo che si erano detti addio, lei ha avviato una serie infinita di procedimenti giudiziari, sia penali che civili: 42, per l’esattezza, nel giro di pochi anni, dal giugno 2011 in avanti. E i giudici, ricorda lui, gli hanno sostanzialmente sempre dato ragione. Fra qualche settimana lui, l’avvocato civilista vicentino D.F., 47 anni, dovrà comparire davanti al giudice penale Garbo per difendersi dall’accusa di non averle pagato gli alimenti. «Non ha i soldi per me, eppure gira in Jaguar», sostiene la sua ex D., 46 anni, di Monticello Conte Otto, che in aula potrebbe costituirsi parte civile. Lui, invece, difeso dall’<strong>avv. Alessandro Dall’Igna</strong>, si dice sereno e pronto a far valere le sue ragioni. «Sarà un giudice a stabilire torti e ragioni», precisa. (&#8230;)</p>
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		<title>«Mi ha violentata. Marinai  la scuola, voleva dirlo ai miei»</title>
		<link>https://avvocatodalligna.it/mi-violentata-marinai-la-scuola-voleva-dirlo-ai-miei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[studio375]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 10:34:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Quel giorno mi ha violentata due volte. Prima nell&#8217;appartamento di un suo amico, a Thiene, e poi a casa sua, a Marano. Mi ha costretta a fare sesso con lui perchè mi aveva scoperta a marinare la scuola, e mi aveva minacciato che lo avrebbe raccontato ai miei genitori». Una giovane thienese che oggi ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Quel giorno mi ha violentata due volte. Prima nell&#8217;appartamento di un suo amico, a Thiene, e poi a casa sua, a Marano. Mi ha costretta a fare sesso con lui perchè mi aveva scoperta a marinare la scuola, e mi aveva minacciato che lo avrebbe raccontato ai miei genitori».<br />
Una giovane thienese che oggi ha 21 anni ha risposto a lungo ieri alle domande delle parti in tribunale. A processo, davanti al collegio presieduto da Gianesini (giudici Maria Trenti e Rizzi), c&#8217;è G.G., 38 anni, di Marano, il quale è accusato di violenza sessuale aggravata, ma si difende con forza dalle contestazioni. «Sono tutte intenzioni, non è vero nulla», precisa la guardia giurata, che era amico della famiglia della giovane. Quest&#8217;ultima si è costituita parte civile con l&#8217;<strong>avv. Alessandro Dall&#8217;Igna</strong> e chiede un risarcimento di 300 mila euro.<br />
Ieri la giovane, rispondendo alle domande del pubblico ministero Floris, ha ricostruito quanto accadde nel maggio del 2009, e che lei riuscì a confidare ai famigliari solo nella primavera dell&#8217;anno dopo. (&#8230;)</p>
<p><a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/thiene/marano-vicentino/mi-ha-violentata-marinai-la-scuola-voleva-dirlo-ai-miei-1.165132">http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/thiene/marano-vicentino/mi-ha-violentata-marinai-la-scuola-voleva-dirlo-ai-miei-1.165132</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://avvocatodalligna.it/mi-violentata-marinai-la-scuola-voleva-dirlo-ai-miei/">«Mi ha violentata. Marinai  la scuola, voleva dirlo ai miei»</a> sembra essere il primo su <a href="https://avvocatodalligna.it">Avvocato Alessandro Dall&#039;Igna</a>.</p>
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